05 Marzo 2011

lost & never found

MOVED TO: http://theothersanzo.blogspot.com/

come se a qualcuno potesse poi importare.

 
27 Febbraio 2011

Voce di uno che grida nel deserto




Gridare fino a non avere più voce
spaccarmi i polmoni
fino a non capire più cosa sia il dolore
quanto inferno pensi ancora io possa respirare?
quanto questo inverno ancora durerà?
ho freddo, ovunque
ho freddo, nella mia anima
tanto freddo
avvolto da un gelo invincibile
niente mi può scaldare
nessuno mi può riscaldare
nessuno mi vuole abbracciare
non vuoi abbandonarti
non vuoi respirare con me
non lo sai
non mi vuoi
e ancora
non posso smettere
di volerti
mi odio.

Incipit

 

Ero solo quel venerdì sera. Ero solo come ogni venerdì sera. Da dieci anni, alla stessa ora, sedevo al bancone di quel pub per bere la mia birra. Dieci anni da quando se ne era andata. Niente era stato più lo stesso. Niente era rimasto in piedi di me.

Il giorno che mi abbandonò, tutto quanto prese a sgretolarsi lentamente nella mia vita, capii troppo tardi che era solo la sua forza d’animo a tenere insieme tutti pezzi della mia esistenza. Ma ormai se n’era andata per sempre. Non avevo avuto nemmeno il tempo di ringraziarla, di stringerla ancora un volta e dirle quanto fosse stata importante per me in tutti quegli anni. Ero stato così cieco da non accorgermi che tutto quello che avrei dovuto fare, era solo starle vicino. Ma ero troppo impegnato. Lavoravo venti ore al giorno per cercare inutilmente una cura.

Il giorno che se ne andò tutta la consapevolezza di non avere più uno scopo nella vita gravò su di me inesorabilmente. Non riuscii mai ad accettare quella sentenza di morte. I medici fin dal principio dissero che non c’era niente da fare. Un tumore di quel tipo, così violento, così mutageno, non l’avevano mai incontrato prima. Tutte le cure virali note al tempo erano inadatte a fermare la devastazione incontrollata delle sue cellule. Lavoravo giorno e notte per capire come sviluppare una cura efficace, per capire come creare una infezione virale talmente potente da aggredire tutte le cellule tumorali in una sola ondata, e stabilizzarle introducendo materiale genetico antitumorale.

Dopo mesi di agonia da parte sua, e di sforzi da parte mia. La mia ricerca giunse a compimento. Ci ero riuscito. Finalmente avevo trovato il modo di raggiungere il mio intento. Ma non bastò. Era troppo tardi per salvarla, la malattia ormai era in tutto il suo corpo, aggrediva tutto di lei. Il suo viso che era sempre stato luminoso e splendente, iniziava a ingiallire e a decomporsi lentamente dall’interno. Gli occhi azzurri dalle sfumature grigio-verdi avevano perso di lucentezza, ed erano oramai quasi spenti. La sua bocca non riusciva più a sorridere con la grazia di quando ci eravamo conosciuti per caso cinque anni prima. Da mesi ormai era costretta a letto perché le sue ossa erano diventate troppo fragile per consentirle di muoversi senza che si rompessero in mille pezzi. In mille pezzi. Proprio come la mia vita dopo quel giorno.

Era un giorno di aprile quando successe. La cura che avevo messo a punto era nella flebo accanto al suo letto e fluiva lentamente nel suo braccio inutilmente. Dalla finestra socchiusa giungeva tiepido e tenue il profumo della primavera. La natura rinasceva dal gelo dell’inverno. Ma in quella stanza la morte vinceva su tutto. E giorno dopo giorno stava trascinando con se l’unica cosa che avevo amato davvero nella mia vita. Mi stava guardando con quei suoi occhi che erano stati un tempo dolci, ma che diventavano sempre più stanchi. Mi fece un cenno. Ormai parlare era diventato persino doloroso per lei. Mi avvicinai a letto, le presi la mano. Avvicinai la mia testa a quello che restava della sua, un tempo bellissima, ora il ritratto della sofferenza. Voleva sussurrarmi qualcosa. Gli occhi le si riempirono di lacrime. Strinse la mia mano con le poche forze rimaste, e disse: “Io ti amo, ti ho sempre amato, ma non ci sarò per sempre, tutto quello che voglio, è che ti rifaccia un’altra vita. Voglio che tu sia di nuovo felice come lo siamo stati tanto tempo fa…”. Anche i miei occhi si riempirono di lacrime. Era la fine. L’aveva capito anche lei. La cura non stava funzionando. Non avrebbe mai funzionato, era troppo tardi. “Non è vero... vedrai che andrà tutto bene...” provai a di contraddirla, ma mi zittii. “Taci” sussurrò “Lo sai che non mi puoi mentire” disse lentamente “Lo leggo nei tuoi occhi, questa è la fine”.

“Ti amo” fu tutto quello che io riuscì ad aggiungere prima che la scintilla della vita si spegnesse per sempre nei suoi occhi. Fuori si udirono le grida di alcuni bambini che giocavano. La vita continuava. Ma non in quella stanza. Non per me. Non potevo accettarlo. Ne in quel momento ne mai, avrei potuto farmene una ragione.

Dovevo trovare un modo.

Dovevo trovare un modo per riaverla. Se anche solo avessi potuto, avrei dato la mia vita per riportarla in vita. Era comunque come se fossi morto senza di lei.

Ma certo.

Quel pensiero è stata l’unica cosa a darmi uno scopo in questi dieci anni.

E adesso sono qui per decidere, se vale davvero la pena di sfidare Dio, il mondo e tutto ciò che è giusto, per portare a termine il mio progetto.

 
20 Febbraio 2011

Quello che per me è importante

E' sconcertante come qualunque cosa si faccia nella vita, qualunque strada si scelga di intraprendere e qualunque cosa ci possa accadere, alla fine tutta la nostra felicità ed equilibrio si basa su un concetto semplicissimo. L'avere una donna e stare bene con lei. Tutto quello che potrete avere, tutto quello che potrete ottenere nella vita, tutto quello che potete raggiungere non vale neanche un grammo di quella che è la vera felicità. Potete avere soldi, potete avere, fama, successo, potere, piaceri, lussi, tutto quello che volete. Ma non saranno mai come l'essere amati dalla donna che anche voi amate. Puoi dire di essere felice solo in pochi veri momenti nella vita. Uno è in quel breve attimo in cui, appena finito di fare l'amore, guardi negli occhi la donna che ami, distesa a fianco a te, ancora sudata, ancora senza fiato, la vedi sorridere, vedi l'amore nei suoi occhi, un amore totale e completo per te. E ti viene da piangere perché capisci una cosa: cioè che lì, ora adesso, tu hai tutto. Non potrai mai desiderare una cosa più bella di quella, non c'è altro di cui hai bisogno, hai tutto, hai la pace. Hai la Felicità.

 
14 Febbraio 2011

Perchè è così difficile?

Ci sono quei momenti la notte
in cui sei stanco e vorresti poter dormire
ma non ci riesci.
E l'ansia è come una morsa
che avvolge ogni parte del tuo corpo
una coperta di dolore che non ti lascia respirare
l'unica cosa che vorrei davvero
è così semplice da sembrare stupida
anche solo a desiderarla.
Le cose semplici,
non sono mai state semplici
non per me.
Vorrei poter non pensare
ma non ne sono capace
vorrei poter stare bene
ma infondo non me lo merito.
E' tutto nella mia testa
solo nella mia testa
come è sempre
come sempre mi accade
è tutto nella mia fantasia
non è reale, ora lo so.
Però non posso smettere.
Non posso arrendermi
non anche questa volta.
Non posso.
No.

 
09 Febbraio 2011

I'm a

part-time lover

 
06 Febbraio 2011

Nu nu nu

Aspetto fiamme di un altro mattino che finisce

l'aria cerca di gelare un pensiero che non muore

non può morire, non vuole morire

non può spegnersi dentro


E così in quel tempo segreto

che ci appartiene, ed è solo nostro

tra il tramonto e l'aurora


Cerco di strappare le radici di un desiderio affilato

più intensa la luce, più difficile per la falena fuggire

brivido che diventa subito passione, e poi fuga


Scivolando morbida e calda

socchiusa nella zona dove tutto è possibile

vorrei sentire la tua voce, sgorgare dalle profondità della terra

incatenato a te, divorandomi il respiro


Pensarci, prenderci, perderci completamente,

abbracciarci come si abbracciano gli alberi

uniti in una tempesta di corpi


Riempiendo tutti i vuoti

colmando tutto ciò che non si può colmare

dimenticando cosa ci fa morire


Cedere nella nebbia

all'incomprensibile e intimo

piacere del Volo


Essere una sola cosa

al di fuori del tutto.

 
01 Febbraio 2011

Foglie Secche


Come una carezza di vento
lentamente le mie mani
scivolano sul tuo corpo
di foglie secche

impossibile tornare a quando
di te non conoscevo che gli occhi
impossibile non pensare
a quel brivido inaspettato

anche se ora la mancanza
del tuo caldo abbraccio
di notte mi rovista l'anima
rivelando vuoti mai colmati

 
31 Gennaio 2011

Vorrei

vorrei sprofondare, ma non posso
vorrei lasciarmi cadere, ma non posso
vorrei abbandonarmi, ma non posso
vorrei desiderare, ma non posso
vorrei lasciare che le cose succedano, ma non posso
vorrei che non ci fossero limiti, ma non posso
vorrei amare e essere amato
vorrei che ci fossi
vorrei che mi scegliessi
vorrei averti

 ti vorrei.

 
26 Gennaio 2011

I've got a feeling that keeps me on my toes

E io intanto rimango qui
a cercare di non fare l'amore
con quegli occhi
che non mi lasciano in pace

 

 
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